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I 22 PROGETTI - LA CONSULTA REGIONALE DELLE ASSOCIAZIONI DEI DISABILI
DEL FRIULI VENEZIA GIULIA NELLA UNIONE EUROPEA
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La Consulta Regionale delle Associazioni dei Disabili del Friuli Venezia
Giulia nella Unione Europea: Una buona prassi di rappresentanza delle
associazioni di categoria nelle politiche sociali inerenti l’innovazione
tecnologica, la mobilità, l’accessibilità, l’integrazione,
la socializzazione, l’educazione permanente, gli interventi a favore
delle persone con disabilità gravi e delle loro famiglie. Linee
guida per un modello di lavoro innovativo e sperimentale sul territorio
in un modello di rete europea.”
Anagrafica
Soggetto proponente: Consulta regionale associazioni
dei disabili del Friuli – Venezia Giulia
Indirizzo: Riva N. Sauro
CAP: 34124
Comune: Trieste
Referente: Prof. Vladimir Kosic - Presidente della Consulta
Regionale Associazioni delle Persone con Disabilità
Telefono: 040.3775679
Fax:040.3775563
E-mail:
ass.sanità.pol.soc.sp@regione.fvg.it
Informazioni generali
Descrizione sintetica del progetto
Durante la “Conferenza unificata dei Presidenti delle Regioni
italiane per le politiche per la disabilita” (Abano Terme, 27/06/03),
tra le principali richieste che le Regioni, d’accordo con le associazioni
delle persone con disabilità, hanno rivolto al Governo centrale
vi è l’approvazione delle nuove modalità di accertamento
della disabilità, con metodologie riconosciute a livello internazionale
che riconoscano la reale invalidità in tempi brevi, procedendo
attraverso la modifica della legge 104/92 e delle norme collegate all’accertamento
delle invalidità civili. I bisogni connessi alla disabilità,
la loro entità e le loro ripercussioni non possono più essere
considerate "caratteristica soggettiva" della persona in difficoltà,
ma elementi che debbono essere compiutamente analizzati, definiti e compresi
nel loro dinamico evolvere e nella loro interazione con il contesto in
cui vive la persona
Obiettivi:
Obiettivo generale del progetto è quello di sensibilizzare
e diffondere:
1 Una buona prassi operativa che la Consulta Regionale delle Associazioni
dei Disabili del Friuli Venezia Giulia sta operando nell’ambito
delle sue funzioni istituzionali e di rappresentanza nel contesto del
territorio regionale, nazionale ed internazionale e nello sviluppo di
sperimentazioni e innovazioni basate su principi di eguaglianza, non discriminazione
e pari opportunità, per un pieno diritto di cittadinanza della
persona con disabilità.
2 L’integrazione del modello di lavoro innovativo e sperimentale
attuato con le massime Istituzioni del Friuli-Venezia Giulia in una logica
di modello di rete europea.
3 Specifiche tematiche di rilievo nazionale ed internazionale:
- Il “Dopo di Noi” nelle province di Gorizia e Pordenone
- L’autismo nella provincia di Pordenone
- La vita indipendente - Udine
- L’accessibilità e la mobilità - Trieste
Una riflessione a parte merita l’impegno della Consulta per diffondere
l’applicazione della nuova classificazione della disabilità,
l’ICF, su cui è in atto, da anni, una collaborazione sia
con le istituzioni regionali e nazionali che con l’OMS stessa.
Azioni ed htmletti innovativi
PROGETTO ICF Diffusione e sensibilizzazione del nuovo strumento di Classificazione
Internazionale del Funzionamento e della Salute
Risultati attesi
L’obiettivo generale del progetto trova la sua esplicitazione operativa:
- in ambito regionale quale contesto di corrispondenza al compito di
rappresentanza istituzionale e politica della Consulta (la Consulta
Regionale delle Associazioni di Disabili del Friuli Venezia Giulia rappresenta
oltre 50 associazioni di categoria);
- in ambito nazionale quale organismo che per la sua capacità
organizzativa e per la considerazione di buona prassi operativa rappresenta
un modello di riferimento ed imitazione, oltre ad essere chiamata a
compartecipare ad eventi e gruppi di lavoro e studio sulle tematiche
legate alla disabilità;
- in ambito internazionale ed europeo per la diffusione e la sensibilizzazione
culturale e tecnico-scientifica in specifiche tematiche di approfondimento
delle disabilità.
Ulteriore obiettivo è quello di favorire attraverso le azioni
di sensibilizzazione previste il superamento di barriere culturali residue
che ancora costituiscono elemento di discriminazione nei confronti delle
persone con disabilità e quindi dei loro diritti.
“La solidarietà non è né un’emozione
né un sentimento, bensì garanzia per tutti i cittadini in
termini di sicurezza sociale, di servizi e di cure appropriate di cui
la comunità intera si deve assumere l’onere. (…) La
qualità della vita delle persone con disabilità si può
migliorare se c’è sufficiente attenzione politica, se ci
sono adeguate risorse e soprattutto se la programmazione delle politiche
sociali utilizza metodi, strategie e strumenti di valutazione aggiornati
ed in grado di leggere e rispondere alle sfide sociali del nostro tempo.”
R. Tondo, Presidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia,
"Conferenza Mondiale su salute e Disabilità", presentazione
ufficiale ICF, Trieste, 17 aprile, 2002
Partner nazionali ed europei attesi
• Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – presidenza della
Giunta Regionale
• Assessorato regionale della Sanità e delle Politiche Sociali
• Agenzia Regionale della Sanità del Friuli Venezia Giulia
• Comitato provinciale di Coordinamento delle Associazioni dei Disabili
della Provincia di Pordenone
• Comitato provinciale di Coordinamento delle Associazioni dei disabili
in Provincia di Udine
• E in provincia di Gorizia
• Federazione delle Associazioni Nazionali di Disabili (FAND) del
Friuli Venezia Giulia
• Amministrazione comunale di Trieste – Servizio alle persone
con disabilità
• Coordinamento intearea Politiche per i Disabili – Area Servizi
Sociali e Area Vigilanza e Sicurezza del Comune di Trieste
• OMS – Ginevra, Family of International Classification
• OECD – European Centre for Social Welfare Policy and Research,
Vienna
Per l’area relative al sostegno alle famiglie con persone con disabilità
e alla promozione di interventi e prassi innovative sulle problematiche
del DOPO DI NOI:
• Associazione Nazionale di Disabili Intellettivi e Relazionali
, Sede di Pordenone
• Centro Residenziale e semiresidenziale per persone con disabilità
psiofsica in condizione di gravità-
• Centro ANFFAS “Giulio Locatelli” di Pordenone e Comunità
del “Dopo di Noi”
• Fondazione Bambini e Autismo Onlus di Pordenone
• Centro Respiro e Centro Adulti- Associazione “La Pannocchia”
di Codroipo (UD)
• Centro residenziale per soggetti adulti con disabilità
psichica medio gravi
• Comunità del “Dopo di Noi”
• Istituto Psicopedagogico “Villa S. Maria della Pace”
dei Padri Trinitari di Medea (GO)
• Centro residenziale per soggetti disabili gravi e gravissimi con
problematiche comportamentali
• Comunità del “Dopo di Noi”- Cooperativa Sociale
Famiglie Anziani Infanzia di Porcia (PN)
• Università di Trieste – Sede staccata i Portogruaro
(VE) Facoltà di Scienze dell’educazione e dell’Università
di Udine – Facoltà di Medicina – Corso di Laurea in
Scienze infermieristiche che forniscono l’analisi e lo studio delle
modificazioni fisiologiche correlate all’età delle persone
con disabilità gravi e gravissime e la messa a punto di un piano
assistenziale ad elevata integrazione sanitaria
• Le cooperative sociali
• Le Associazioni che sensibilizzano tutti i destinatari del progetto
e si attivano affinché tutte le fasi vengano rispettate
Fasi realizzazione
Un progetto ad ampio raggio non può che svolgersi secondo una
scansione obbligata, che preveda:
a) una ricognizione della modalità in atto di valutazione
della disabilità tra gli operatori e nella rete dei servizi socio-sanitari
delle regioni interessate (ovvero, di definire con chiarezza qual è
la cultura esistente, quali sono gli strumenti e le idee - HardWare e
SoftWare – impiegati per rispondere ai bisogni, quali sono i limiti
ed i nodi non risolti);
b) la messa a punto, nel confronto con gli operatori e le associazioni
delle persone con disabilità, di protocolli di valutazione che
superino le fasi tradizionali della definizione del bisogno, che in passato
sono state incentrate prevalentemente sulla descrizione di ciò
che era per sempre perduto, del deficit, delle menomazioni o comunque
di una deviazione da una normalità di tipo prevalentemente sanitario,
integrando elementi che precisano e chiariscono la gravità delle
conseguenze, per una specifica persona, delle alterazioni del suo stato
di salute e delle sue difficoltà di integrazione sociale (si tratta
di adottare uno strumento come l’ICF);
c) procedure informatiche per trasformare il processo di accertamento
dell'invalidità civile, dello stato di disabilità e le valutazioni
per l'inserimento lavorativo, da cartacee ad elettroniche (si tratta di
individuare e di risolvere in modo concreto, d’intesa con le Amministrazioni
coinvolte, tutti gli ostacoli formali ed amministrativi che impediscono
una fruizione immediata ed efficace degli strumenti di tutela esistenti
e messi a disposizione).
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