Anno Europeo delle persone con Disabilità Sito Ufficiale dell'Organismo di Coordinamento Italiano

Programma di lavoro

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Obiettivi specifici delle azioni a livello nazionale

(estratto dal documento "programma di lavoro per l'anno europeo 2003")

L’anno europeo dei disabili 2003 coincide con il decimo anniversario dell’adozione delle “Regole standard per il raggiungimento delle pari opportunità per i disabili” da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
La strategia europea di tutela dei diritti umani delle persone con disabilità si basa sui principi indicati nelle Regole standard, basati sul modello sociale della disabilità, sulla non discriminazione, sulle politiche di inclusione sociale, legate al mainstreaming ed all’eguaglianza di opportunità.
Le politiche europee devono trovare adeguata attenzione a livello nazionale volta a rafforzare ed arricchire le politiche nel settore.
Per quanto riguarda il nostro Paese, l’Anno europeo si celebrerà a distanza di un decennio dalla promulgazione della legge quadro 104/92 e in occasione della seconda Conferenza nazionale sulle politiche in favore delle persone con disabilità. E’ un evento, quindi, che assume particolari significati e nei confronti del quale occorre promuovere il massimo coinvolgimento di tutte le istituzioni e dell’intera società civile affinché gli auspici dell’Unione europea e le attese dei cittadini con disabilità possano trovare adeguati riscontri.

L’anno europeo dei delle persone con disabilità 2003 dovrà offrire nuove opportunità per accrescere in ogni contesto locale, regionale e a livello nazionale e transnazionale l’informazione, la cultura e la sensibilizzazione sulle tematiche della disabilità, ma dovrà essere anche un’importante occasione per promuovere le politiche europee, basate sulla non discriminazione e l’egualizzazione di opportunità, diffondendo le buone prassi nella soluzione di problemi incontrati dai cittadini con disabilità e dalle loro famiglie e che si sono rilevate strategiche per migliorare la loro qualità di vita.
In particolare occorrerà contribuire a ridurre le disomogeneità che si riscontrano tra alcune realtà nell’offerta dei servizi e nella programmazione di risposte globali e mirate alle esigenze dei cittadini con disabilità e delle loro famiglie.

Sarà necessario, inoltre, migliorare la cultura della collaborazione interistituzionale a vari livelli affinché l’esigibilità dei diritti civili delle persone con disabilità sia garantita e assicurata in ogni ambiente di vita quotidiana. Le positive esperienze in atto, da quelle dell’integrazione scolastica a quelle lavorative e della fruizione del tempo libero, hanno ampiamente dimostrato che quando nei confronti delle esigenze e delle htmlettative dei cittadini con disabilità vengono offerti servizi ed interventi coordinati ed integrati è possibile realizzare effettive condizioni di pari opportunità. In ogni contesto territoriale, in particolare, si dovrà pervenire alla realizzazione di progetti personalizzati nei confronti di ogni persona disabile grave che, nel rispetto della sua dignità, promuovano tutte le sue potenzialità di vita indipendente e le possibilità di libera partecipazione alla vita sociale.
Nell’ambito delle finalità dell’Anno europeo delle persone con disabilità, indicate dall’art. 2 della Decisione del Consiglio dell’Unione Europea, si propone che le iniziative promosse a livello regionale e nazionale siano incentrate su tematiche prioritarie nel quadro delle politiche in atto nel nostro paese in materia di disabilità e di pari opportunità:

- Legislazione e politiche basate sulla non discriminazione e egualizzazione di opportunità, recependo la direttiva 78/2000 sulla non discriminazione in materia di impiego, promuovendo clausole di non discriminazione nei servizi e regolamenti comunali, sostenendo politiche basate sul mainstreaming ed il rispetto dei diritti umani

- Prevenzione primaria e secondaria delle diverse forme di disabilità

- Sostegno alle famiglie con persone con disabilità in situazione di gravità: introducendo una legislazione sull’amministratore di sostegno, sul trust e prevedendo ulteriori azioni di sostegno alla prevenzione della istituzionalizzazione, alla pratica della vita indipendente e alla valorizzazioni delle responsabilità familiari

- Promozione di interventi e prassi innovative sulle problematiche del “dopo di noi”, sostenendo all’interno dei piani di zona previsti dalla L 328/2000 specifiche azioni che favoriscano la continuità delle esperienze

- Integrazione scolastica degli alunni portatori di disabilità, con particolare riguardo a quelli gravi, e qualità dell’offerta formativa nelle scuole di ogni ordine e grado statali e non statali

- Integrazione lavorativa: promozione di attività economiche autonome, telelavoro e nuove tecnologie, favorendo l’applicazione della legge 68/1999 e la diffusione di buone prassi di politiche ed azioni di inserimento in luoghi di lavoro ordinari e favorire l’accesso al mercato del lavoro delle persone con disabilità con alta qualificazione professionale

- Accesso alla comunicazione e all’informazione e fruizione dei sistemi informatici : accesso alla comunicazione ed all’informazione, con particolare riguardo ai servizi radio-televisivi ed ai linguaggi comunicativi e culturali dei mass-media; alla fruizione dei prodotti e dei servizi informatici

- Partecipazione alla pratica sportiva

- Accessibilità con particolare riguardo alle strutture turistiche e ai luoghi ricreativi, di cultura e spettacolo

- Mobilità, con particolare riguardo all’uso del mezzo proprio e dei mezzi di trhtmlorto urbano e dei servizi pubblici di trhtmlorto (su ferro, fune, gomma, acqua e aria).

In sintesi, le principali iniziative da realizzare nell’Anno europeo potranno riguardare tre macro aree riferite ai temi della “ sensibilizzazione e diffusione delle innovazioni tecnologiche”, mirate a rappresentare meglio la situazione delle persone con disabilità e a favorire la loro comunicazione e integrazione, della “mobilità”, nonché degli “interventi a favore delle persone con disabilità gravi e delle loro famiglie”, con particolare riguardo agli interventi mirati al miglioramento della qualità della vita familiare.
Nell’ambito delle macro aree potranno essere considerate anche iniziative mirate ad ambiti di intervento più ristretti o riferite a specifici contesti territoriali, connotate da htmletti innovativi e sperimentali, da elementi di trasferibilità e da possibili effetti moltiplicatori. Saranno valorizzate quelle iniziative proposte da diversi soggetti che sapranno associarsi al fine della presentazione dei progetti da parte di un unico “capofila”.
In merito alla realizzazione degli interventi sul territorio, le iniziative potranno riguardare tre aree territoriali: al nord, al centro e al sud.


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