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Libro Bianco sulle tecnologie per la disabilità
Il Libro Bianco è stato redatto dalla "Commissione interministeriale
sullo sviluppo e l'impiego delle tecnologie dell'informazione per le categorie
deboli", costituita nel maggio 2002 dal Ministro per l'Innovazione
e le Tecnologie, di concerto con il Ministro della Salute ed il Ministro
del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Un Libro Bianco sulle tecnologie
accessibili
L’intervento del Ministro del Lavoro
Maroni
Il disegno di legge del Ministro l'Innovazione
e le Tecnologie, Lucio Stanca
La proposta di legge Palmieri-Campa
Il messaggio del Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
L’intervento del Presidente della Camera
Pierferdinando Casini
L’intervento del Ministro per le Politiche
Comunitarie Rocco Buttiglione
L’intervento del Sottosegretario al
ministero della Salute Antonio Guidi
Un Libro Bianco sulle tecnologie accessibili
Convegno: 'Tecnologie per la disabilità: una società senza
esclusi',
Relazione del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca
5 marzo 2003. Frutto del lavoro della 'Commissione
interministeriale sullo sviluppo e l'impiego delle tecnologie dell'informazione
per le categorie deboli', il Libro Bianco rappresenta lo strumento di
base per stabilire gli 'standard' di accesso e utilizzo delle tecnologie
da parte delle fasce più deboli, in particolare persone con disabilità
e anziani.
Il Libro Bianco è anche il risultato di una sinergia significativa
tra i ministeri per l'Innovazione e le Tecnologie, Salute e Lavoro. Il
documento parte dal quadro complessivo dei problemi che rendono 'critico'
o che, in molti casi, negano l'accesso all'informazione da parte dei disabili.
Il primo capitolo esplora, dunque, le difficoltà e le barriere
più diffuse, in relazione al tipo di disabilità (sensoriale,
motoria, psichica).
Il Libro Bianco offre ampio spazio, poi, ai dati complessivi che riguardano
i disabili in Italia: quanti sono, che tipo di disabilità hanno,
quanti vivono in famiglia, quanti lavorano o studiano, come trascorrono
il loro tempo libero. I dati sono estrapolati dall'indagine dell'Istat
sulle 'Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari' del 2000. Più
difficile, invece, offrire una statistica su quanti siano i disabili che
accedono alle tecnologie dell'informazione come Pc o Internet. Non esistono
dati ufficiali, «ma la percezione è che questo numero sia
molto basso. In Italia sarebbero solo qualche migliaio» afferma
il ministro Lucio Stanca.
Dunque, 'come primo passo per analizzare il problema a livello nazionale',
raccomanda il Libro Bianco, 'sarebbe auspicabile una ricerca che spieghi
e quantifichi il fenomeno'.
Intanto, però, l'Europa vigila. Nel mese di dicembre del 2002,
infatti, il Consiglio dell'Unione Europea ha pubblicato la risoluzione
'Accessibility for people with disabilities', secondo la quale si raccomanda
agli Stati membri di promuovere campagne di informazione, progetti e programmi
tecnologici e di adottare le linee guida WAI, soprattutto nei siti web
della pubblica amministrazione. Raccomandazione, questa, che il Libro
Bianco ha fatto propria, offrendo una serie di input e di sollecitazioni
che, nell'immediato futuro, secondo le intenzioni del ministro Stanca,
dovranno essere recepite dal Governo.
Tra le proposte contenute nel Libro Bianco vi sono l'introduzione di misure
legislative, la stesura di linee guida e la promozione di studi e ricerche.
Con queste iniziative si intende costituire una società basata
sulle tecnologie dell'informazione per tutti, consentire il libero accesso
alle comunicazioni elettroniche, la cosiddetta 'e-partecipazione' ed 'e-inclusione',
avviare il coordinamento per un impegno comune a livello nazionale.
Il Libro Bianco contiene, inoltre, come premessa a questi obiettivi, i
risultati di un'indagine che la Commissione ha svolto sulle varie iniziative
realizzate a favore dei disabili. Per questo sono state ascoltate in audizione
alcune associazioni rappresentative come la Fand e istituti pubblici come
la Confindustria, l'Inail (in particolare per il progetto SuperAbile),
l'Inps, il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.
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L’intervento del Ministro
del Lavoro Maroni
Il problema dei disabili per il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, è
relativo all’inclusione degli stessi nella società attraverso
un lavoro che li soddisfi e li gratifichi. “Questo tema –
ha detto il ministro – è stato sviluppato dal Libro Bianco
sul Lavoro recentemente approvato. La norma di legge, infatti, si occupa
anche degli individui in difficoltà, cercando di creare maggiori
opportunità. Alcune cose sono state fatte, ma resta ancora molto
da fare”. Durante il suo intervento, Maroni ha criticato il sistema
delle quote che prevede l’obbligo di assunzione per le imprese di
disabili. “Occorre ripensare il sistema delle quote - ha detto -
in quanto talvolta le aziende assumono comportamenti poco etici: preferiscono
pagare gli stipendi senza far lavorare questi cittadini. Sono contrario
alla creazione delle riserve indiane perché le norme devono mirare
all’integrazione sociale. Il disabile deve essere posto nella condizione
di esprimere al 100% le sue potenzialità all’interno dell’azienda”.
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Il disegno di legge del Ministro
l'Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca
Il Ministro Stanca ha presentato un disegno di legge per abbattere le
barriere virtuali che limitano l’accesso dei disabili alla società
dell’informazione e li escludono dal mondo del lavoro. Sarà
lo strumento che garantirà la completa accessibilità dei
siti Internet pubblici alle persone con disabilità, ma premierà
anche i privati che si muoveranno in questa direzione. Verrà inserito
un bollino blu, che premierà i responsabili di siti e prodotti
informatici di qualità, pensati e realizzati anche a misura di
disabilità. Il disegno di legge, che tra qualche settimana sarà
portato in Consiglio dei ministri, prevede anche la semplificazione delle
procedure burocratiche per l’acquisto di tecnologie informatiche,
l’obbligo per il datore di lavoro di fornire al dipendente gli strumenti
tecnologici e di far seguire a questi lavoratori specifici corsi di formazione.
L’obiettivo è favorire l’accesso dei disabili agli
strumenti informatici evitando che le nuove tecnologie determinino forme
di emarginazione forse ancora più pericolose di quelle tradizionali.
Il disegno di legge si occupa anche dei lavoratori disabili. Per consentire
al dipendente pubblico disabile lo svolgimento della funzione lavorativa
sarà specificamente previsto che la pubblica amministrazione ponga
a sua disposizione la necessaria strumentazione hardware e software, adeguata
alla specifica disabilità, anche qualora la prestazione avvenga
tramite modalità di telelavoro. La disposizione intende più
che altro richiamare le pubbliche amministrazioni al rispetto di un obbligo
che costituisce anche una regola di funzionalità e di buon senso:
per il Ministro Stanca sarebbe, infatti, del tutto illogico assegnare
ad un lavoratore disabile delle mansioni senza gli strumenti informatici
che ne rendano possibile l’effettivo esercizio. Il documento prevede
anche che le problematiche della accessibilità siano inserite tra
le materie di studio a carattere fondamentale, nell’ambito delle
attività di formazione dei pubblici dipendenti. Sono poi previsti
anche interventi a favore dei disabili dipendenti da datori di lavoro
privati; anch’essi devono fruire delle tecnologie accessibili e,
a tal fine, l’acquisto di materiale informatico è favorito
con l’erogazione di contributi, rientrando tra i casi previsti dalla
legge n. 68 del 1999, “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”.
Nel disegno di legge sono inserite misure per semplificare drasticamente
l’acquisto di strumenti informatici da parte di cittadini con disabilità.
Per favorire la diffusione di computer e Internet, Stanca ha annunciato
uno specifico intervento. “Stiamo approfondendo, anche con il ministero
dell’Economia i modi per rendere più efficaci e diffuse le
agevolazioni che, pur previste formalmente dalle leggi, non hanno finora
trovato pratica attuazione”, ha detto Stanca. Secondo il Ministro
per le pubbliche amministrazioni deve essere prevista una forma di ‘penale’
come l’illegittimità dei contratti per l’acquisto di
materiale informatico che non tenga conto del criterio dell’accessibilità.
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La proposta di legge Palmieri-Campa
I deputati di Forza Italia, Antonio Palmieri e Cesare Campa, hanno presentato
la proposta di legge 3486 sulle “Norme per il diritto di accesso
ai servizi e alle risorse telematiche pubbliche e di pubblica utilità
da parte dei cittadini diversamente abili”. L’articolo 4 relativo
all’integrazione del lavoratore disabile prevede che “il lavoratore
diversamente abile deve poter operare con tecnologie telematiche, attraverso
l’ausilio di tecnologie assistite, compatibilmente con il tipo di
patologia e con il grado di disabilità. I soggetti pubblici e privati
garantiscono la possibilità d’integrazione dei propri dipendenti
diversamente abili nel processo di sviluppo dei servizi telematici”.
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Il messaggio del Presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi
In un messaggio, il presidente della Repubblica Ciampi ha ribadito che
“i vari livelli di governo, associazionismo e volontariato devono
adoperarsi per realizzare il più ampio accesso a tutti i servizi
e al telelavoro. E’ questo uno dei modi per garantire la pari dignità
sociale, per promuovere e valorizzare i diversamente abili, risorsa preziosa
per la società”.
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L’intervento del Presidente
della Camera Pierferdinando Casini
Per il Presidente della Camera Pierferdinando Casini, il 2003 “Anno
europeo dei cittadini disabili” rappresenta una grande opportunità
per verificare il cammino compiuto finora e l’inizio di una nuova
fase nel percorso della promozione di una società più attenta
e consapevole rispetto alle loro esigenze. “Le iniziative portate
avanti dagli organismi nazionali – ha spiegato Casini - devono porre
al centro delle loro strategie persone che non sono semplici assistiti,
ma lavoratori, studenti, imprenditori: insomma cittadini a tutti gli effetti.
Occorre operare per sradicare la logica del mero assistenzialismo, fondata
sull’obbligo morale e perseguire una politica che sappia ripensare
il necessario supplemento di attenzione a favore dei disabili come vero
e proprio investimento in risorse intellettuali, culturali, sociali ed
economiche”. Per il Presidente della Camera importante è
il ruolo che le più moderne tecnologie possono esercitare nell’abbattimento
di barriere dannose e nella valorizzazione delle potenzialità dei
disabili, per esempio nello svolgimento delle attività lavorative,
è di primo piano. “Un significativo passo avanti –
ha detto – è stato conseguito con la legge n. 68 del 1999,
che è intervenuta in materia riservando negli uffici pubblici e
privati talune quote di personale all’assunzione obbligatoria di
persone disabili. Un maggiore coinvolgimento dei disabili nel mondo del
lavoro costituisce una necessaria priorità. Credo sia importante
proseguire sulla strada del collocamento razionale e mirato, teso a ridurre
gli effetti dell’invalidità attraverso la valorizzazione
delle residue capacità attitudinali”.
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L’intervento del Ministro
per le Politiche Comunitarie Rocco Buttiglione
Per una piena integrazione del disabile, a parere del Ministro per le
Politiche Comunitarie Rocco Buttiglione è necessario un nuovo approccio
a partire dalla persona. “Lo Stato deve essere al servizio del cittadino
e non viceversa. Il 95% del tempo dedicato ai disabili e, quindi, dell’investimento
umano, proviene dalle famiglie. Dobbiamo coinvolgere tutta la società,
garantendo un livello di successo scolastico e di lavoro pari a quello
di un non disabile. Dobbiamo uscire dall’ottica del disabile ed
entrare in quella di una persona che ha un problema aiutandola a superarlo.
Ognuno di noi, infatti, si guarda e si percepisce come gli altri lo guardano.
Un valido supporto può arrivare dall’uso delle nuove tecnologie”.
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L’intervento del Sottosegretario
al ministero della Salute Antonio Guidi
Il sottosegretario alla Salute, Antonio Guidi, rifiuta la definizione
di disabili e di diversamente abili. “Siamo solo delle persone con
qualche difficoltà in più rispetto alle altre”, ha
spiegato. Servono nuove leggi, anche se ci stiamo battendo per far applicare
quelle esistenti. Una notizia buona arriva dal 20% delle Asl italiane
che danno deciso di dare l’1 per mille del budget per “il
dopo di noi” (ovvero per i disabili che avendo perduto i genitori
non hanno più il sostegno economico e affettivo della famiglia).
Per il disabile è importante comunicare: 600 mila vivono prigionieri
nella propria casa e devono htmlettare 6-7 ore per andare in bagno per
poi fare i propri bisogni a letto. Sapendo che 250 mila disabili non comunica
affatto con l’esterno come si può pensare ad una concreta
integrazione nel mondo del lavoro? Quando già a scuola i disabili
vengono emarginati? Si può voltare pagina per costruire la normalità
sulla differenza cominciando dai banchi di scuola”.
Documenti correlati:
Libro
Bianco sulle tecnologie per la disabilità ( pdf )
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