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Già votata all'unanimità dalla Camera dei Deputati, la "Legge Stanca" è in dirittura d'arrivo per l'approvazione definitiva al Senato ed i suoi contenuti sono stati illustrati in una relazione al consesso internazionale da Daniela Battisti, rappresentante del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie presso la Commissione Interministeriale per lo Sviluppo delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione. "L'obiettivo primario della legge è di garantire il diritto di accesso dei disabili alle risorse informatiche e ai servizi telematici erogati dalla Pubblica Amministrazione e dai soggetti che erogano pubblici servizi, come le aziende private concessionarie di servizi pubblici, quelle di trhtmlorto e di telecomunicazione", ha spiegato Daniela Battisti nel suo intervento, ricordando che "l'Italia è il primo Paese in Europa ad introdurre una legislazione che abbracci, in maniera così esaustiva, tutti gli htmletti legati all'accessibilità non solo dei siti web e dei servizi offerti on line, ma anche delle tecnologie hardware e software per le postazioni di lavoro e di telelavoro e delle copie digitali di strumenti didattici". A riscuotere l'apprezzamento delle diverse delegazioni internazionali
è stata non solo la parte "pubblica" delle disposizioni
della legge, ma anche quella indirizzata ai privati. "Gli operatori
privati, infatti, possono richiedere una verifica dell'accessibilità
dei loro siti da sfruttare eventualmente per fini pubblicitari. La richiesta
di certificazione viene rilasciata se tali siti rispondono a determinati
requisiti e criteri che verranno stabiliti da un gruppo di esperti in
un secondo momento", ha spiegato la rappresentante italiana. Citando una ricorrente affermazione del ministro Stanca, Daniela Battisti ha sottolineato che "l'accesso all'informazione, alle tecnologie ed il loro pieno utilizzo deve divenire un diritto civile per i disabili e per la nostra società". Infine, ha ricordato che "così come è stata formulata, la legge tiene conto dell'evoluzione delle tecnologie informatiche ed è quindi flessibile, vale a dire facilmente adattabile agli sviluppi futuri dell'innovazione". A cura dell'Ufficio Stampa del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie
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